Falcione

Spada a lama monofilare, di norma molto ampia. Può variare parecchio nella forma e dimensioni, anche per quanto riguarda la guardia (variante Dussack). Eccelle nel taglio, è molto leggero poiché dotato di una lama sottile, ma di norma è più corto di una spada e la punta può essere quasi assente in alcuni modelli, ricurva e pronunciata in altri.

Spada Falcione Falchion
Esempio di Falcione (Bill Blake, “Alae Swords”).

 

Prima di iniziare a parlare di quest’arma, dobbiamo assolutamente fare chiarezza su una teoria errata ma molto diffusa riguardo al Falcione: quella secondo cui esso combini la potenza di un’ascia con l’agilità di una spada. Ebbene, non è assolutamente così! Il Falcione, al pari del Messer, non ha proprio nulla a che fare con l’ascia: la sua lama è infatti estremamente sottile, al contrario di quella spessa delle asce, che serviva in origine per spaccare la legna, e il suo utilizzo è totalmente diverso. Questo fraintendimento deriva, probabilmente, da alcune famose illustrazioni medievali che raffigurano guerrieri nell’atto di spaccare la testa ai nemici con un Falcione, tagliando in due anche l’elmo. Si tratta in realtà di evidenti esagerazioni, create più per esaltare la forza dei guerrieri – o, in alcuni casi, la loro brutalità – piuttosto che di rappresentazioni realistiche. In effetti, è quasi impossibile tagliare un buon elmo usando una semplice spada.

battaglia medievale cavalieri armatura elmo falcione
Le esagerazioni erano comuni nelle rappresentazioni di guerra.

L’uso di lame monofilari in Europa è attestato fin dall’antichità, che si tratti di spade celte-iberiche, come la Falcata, o germaniche, come il Langseax. In epoca medievale si diffonde largamente una tipologia dalla lama particolarmente ampia, la quale però assume le forme più svariate: tutte queste saranno raggruppate dagli studiosi sotto il nome generico di Falcione.

Per quanto riguarda l’esatta derivazione di questa spada peculiare non c’è concordia tra gli studiosi: qualcuno lo collega direttamente al Langseax germanico, mentre altri parlano dell’influenza di spade orientali come lo Shamshir. Certo è che il suo uso, al contrario di quanto si riteneva una volta, non era limitato solo a barbari predoni o ai soldati più rozzi e umili dell’esercito. Molti esempi di Falcione, infatti, presentano una fattura alquanto elaborata, talvolta impreziosita da else sontuose, e la loro forma fa pensare a uno studio approfondito della meccanica di utilizzo dell’arma.

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Replica di una Falcata iberica.

La sagomatura della lama, come abbiamo accennato, può variare moltissimo. Esistono modelli totalmente privi di punta, con una forma quadrilatera; altri sono invece più ricurvi, altri ancora presentano forme bizzarre ma funzionali, con una punta estremamente pronunciata che va a staccarsi nettamente dal resto della lama, improvvisamente ampia.

Bibbia Maciejowski Morgan Falcione
Illustrazione dalla Bibbia Maciejowski .

Anche l’impugnatura non ha una forma fissa, potendo essere a mano singola o a due mani; alcuni modelli, addirittura, hanno forma simile a quella del manico ricurvo di un ombrello: è il caso del cosiddetto “bible chopper”, che compare nelle illustrazioni della Bibbia Maciejowski, un manoscritto del 1250. Come quest’ultimo, infine, non tutti i falcioni presentano una guardia.

In epoca rinascimentale, il Falcione continua ad essere utilizzato largamente e anzi si evolve in una versione che potrebbe quasi fare gruppo a sé stante: il Dussack. La parola, in realtà, indicava in origine lo strumento in legno che veniva usato per l’addestramento all’uso del Falcione; tale pratica divenne così popolare in Germania, e poi nel resto d’Europa, da far sviluppare un’arma ben definita. Questo particolare Falcione ha una lama più lunga e stretta rispetto alla maggior parte dei suoi predecessori, quasi sempre ricurva e che inoltre presenta sempre una punta. Ciò che maggiormente caratterizza il Dussack è però la guardia: la forma a croce si incurva in una sorta di “S”, poi viene arricchita con una maggior protezione per le dita della mano avanzata (una guardia simile a quella della più classica Spada da Lato), e talvolta anche di un “chiodo” simile a quello del Messer, ma con forme molto più raffinate, per riuscire a coprire anche le nocche della mano.

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Falcioni del tipo “Dussack” al Museo delle Armi Antiche di San Marino (Ph. Samuele Pareschi)
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