La spada perfetta originale: Honjo Masamune

Molti secoli or sono, nell’antico Giappone, un giovane e talentuoso apprendista spadaio di nome Sengo Muramasa fu chiamato a corte dall’Imperatore assieme al suo maestro, il famoso Goro Masamune. Entrambi erano noti per le lame incredibili che sapevano forgiare e l’Imperatore voleva decidere una volta per tutte chi fosse il migliore. Così, a ognuno dei due spadai fu fatta costruire una Katana e si decise di mettere alla prova le due spade, per determinare quale fosse davvero la spada perfetta.

A turno, ogni spada sarebbe stata immersa nelle acque di un fiume, con la lama rivolta contro corrente. La spada di Muramasa, chiamata “Diecimila Inverni”, si dimostrò affilatissima riuscendo a tagliare ogni cosa che toccava: foglie, fiori di loto e pesci venivano tranciati in due non appena sfioravano il suo filo. Masamune dunque immerse la sua spada, chiamata “Mani Leggere”, nel fiume: una foglia fu tagliata a metà, ma subito le due parti si ricongiunsero. I fiori di loto ed i pesci, invece, aggiravano il filo della spada, e il vento che la sfiorava emetteva un sibilo armonico.

Muramasa iniziò a canzonare il suo maestro, dicendo che la sua spada non aveva passato la prova, mentre Masamune, sorridente, asciugava la lama e la riponeva nel fodero. Un monaco che aveva visto tutta la scena, però, intervenne: «La prima delle due spade è senz’altro un’ottima lama, però è malvagia e assetata di sangue, perché non fa alcuna distinzione riguardo a cosa taglia: potrebbe trattarsi di una farfalla oppure della testa di un uomo. La seconda spada, invece, è certamente la migliore, perché non taglia ciò che è puro o innocente». L’Imperatore convenne con il monaco, così il maestro Masamune fu decretato vincitore e la sua katana, la spada perfetta.

hokusai dipinto di cascata giapponese

Questa leggenda popolare giapponese ha molte versioni: in alcune la spada di Masamune taglia anche pesci e fiori, ma poi li risana completamente; in altre si parla dello Shogun anziché dell’Imperatore, oppure i due spadai sono semplicemente avversari che si sfidano a vicenda. Quanto ci sia di vero nella storia, non è dato sapere, ma di certo i personaggi storici ai quali si fa riferimento non avrebbero potuto incontrarsi. Goro Masamune fu infatti un noto maestro spadaio che, secondo la tradizione, visse nel periodo Kamakura (tra il Duecento e il Trecento), mentre Sengo Muramasa operò molto più tardi, nel successivo periodo Muromachi.

kuniyoshi utagawa samurai

La cattiva reputazione affibbiata alle spade della scuola di Muramasa deriva effettivamente da vicende storiche, le quali però forse hanno a che fare più con la sfortuna che non con gli spiriti maligni. Le katana Muramasa furono infatti per lungo tempo le favorite dai Samurai di Mikawa, dove a regnare era la famiglia Tokugawa, che avrebbe dato origine allo Shogunato. Queste spade erano rinomate per la loro qualità, così non era strano che i membri di importanti famiglie le prediligessero; purtroppo però una serie di sciagure capitarono alla famiglia Tokugawa e, in tempi di grande superstizione, le katana di Muramasa furono ritenute responsabili in quanto portatrici di una maledizione. Il nonno dello Shogun Ieyasu Tokugawa fu infatti ucciso accidentalmente da un suo vassallo con una di queste spade; il padre invece subì la stessa sorte ad opera di un uomo ubriaco. Quando, infine, uno dei figli dello Shogun fu costretto a suicidarsi per mezzo del tradizionale seppuku, fu una Muramasa a decapitarlo.

Non c’è dunque da meravigliarsi se queste spade godevano di una cattiva fama, a tal punto che il marchio della scuola veniva spesso cancellato (fatto che ha portato alla perdita delle sue origini), ma lo Shogun continuò a servirsene e le passò ai suoi eredi. Per quanto riguarda le katana di Masamune, invece, la tradizione assegna ad esse grande prestigio e un’aura di sacralità, tanto che si dice il fabbro fosse riuscito a forgiare, in particolare, una spada perfetta fra tutte le altre: la Honjo Masamune.

spada masamune
Una spada attribuita a Masamune nel museo cittadino di Steyr (Austria)

È qui che inizia veramente la leggenda della spada perfetta. La Honjo Masamune compare per la prima volta nella storia giapponese nelle mani del generale Honjo Shigenaga, al servizio del potente daimyo Uesugi Kenshin. In una delle tante battaglie storiche alle quali prese parte, Shigenaga fu attaccato dal feroce guerriero Umanosuke, che a quanto pare brandiva una spada formidabile, secondo i cronisti dell’epoca forgiata proprio dal maestro Masamune: a dimostrarlo, in primo luogo, la collezione di teste staccate a soldati nemici che l’uomo esibiva orgoglioso quali trofei. In secondo luogo, un colpo particolarmente potente di Umanosuke riuscì addirittura a spaccare in due l’elmo del generale Shigenaga – impresa non semplice, se si pensa allo spessore e solidità dei kabuto da samurai e al fatto che le katana non erano certo costruite per rompere l’acciaio!

elmo kabuto da samurai
Un elmo “kabuto” da samurai – Ph. Samuele Pareschi

Shigenaga però sopravvisse anche a questo colpo tremendo, riuscendo addirittura a sconfiggere l’avversario. Il suo premio per la vittoria, oltre alla propria vita, fu la formidabile spada che da allora è chiamata “Honjo Masamune”, in onore del suo ipotetico creatore e del suo primo proprietario meritevole.

Honjo Shigenaga
Honjo Shigenaga

Purtroppo un rovescio di fortuna della famiglia Shigenaga costrinse l’eroe della storia, anni dopo, a vendere l’arma leggendaria per sole tredici monete d’oro – una somma irrisoria al confronto del suo vero valore – al daimyo Toyotomi Hidetsugu. La spada restò da allora una proprietà della classe dominante giapponese, diventando un vero e proprio simbolo dello Shogunato nell’epoca Edo e venendo considerata uno dei tesori del Giappone.

Dopo aver cambiato diversi proprietari, la Honjo Masamune giunse infine nelle mani di Tokugawa Iemasa, il diciassettesimo erede del ramo shogunale della famiglia Tokugawa (discendente del più famoso Ieyasu). Costui fu l’ultimo proprietario noto della leggendaria spada perfetta, perché nel 1945, dopo la sconfitta del Giappone nella Seconda Guerra Mondiale, gli americani ordinarono la confisca di molte spade giapponesi e lo stesso Iemasa ne consegnò alcune a una stazione di polizia, tra le quali, sembra, la stessa Honjo Masamune. Da qui in poi (con l’eccezione di un fantomatico “Sergente Coldy Bimore” che avrebbe ricevuto le spade, ma del quale non esiste più alcuna testimonianza), le tracce della spada si perdono nel vuoto.

Si trattava davvero della spada perfetta? Forse Goro Masamune aveva trovato un modo di superare quei limiti dei quali abbiamo più volte parlato a riguardo delle katana giapponesi, giungendo addirittura a superare la qualità dell’acciaio occidentale? Oppure si trattava semplicemente di una katana dall’ottima fattura, la cui leggenda sarebbe stata alimentata a partire da un semplice colpo fortunato?

Forse nessuno potrà mai risalire alla verità sulla sua sorte o all’identità del suo attuale proprietario, ma una cosa è certa: la leggendaria spada perfetta del maestro Masamune continuerà a far parlare di sé le generazioni future, affascinandole con l’alone di mistero e sacralità che pare celarsi dietro i suoi magici poteri.

Honjo Masamune la spada perfetta
Una spada attribuita a Masamune al Museo Nazionale di Tokyo

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